mela heart

Esordio letterario per Davide Sartori, autore di "Mens insana in corpore insano", che verrà presentato stasera presso la libreria Gocce d'inchiostro a Trastevere. Il libro, edito dalla giovane casa editrice romana Graphofeel, narra il viaggio da Roma a Capo Nord di cinque inseparabili amici. Goush, l'autore, sarà accompagnato lungo il tragitto, in uno scassato furgoncino, dal precisino Arnù, dal brillante Liuti, dall'ansioso ma bonario Vincent e da Trancio, "il cittadino del mondo". I ragazzi sono tanto legati fra loro che il vero protagonista risulta essere il gruppo stesso, attraverso l'unione solidale e l'istintiva complicità che rende speciale la loro amicizia. Programmato da tempo ma non ancora realizzato, il viaggio in Norvegia finalmente si concretizza alle porte di agosto. Risate, imprevisti, personaggi insoliti e paesaggi emozionanti sono gli ingredienti principali di un viaggio che, forse per sfuggire alla quotidianità riaffermando la propria voglia di divertimento e di scoperta del mondo, rimarrà indimenticabile.

Davide Sartori, studente alla Facoltà di Scienze della Comunicazione e collaboratore per alcune testate giornalistiche e televisive, ha anche aperto un blog incentrato sul diario norvegese, dove si possono leggere estratti del romanzo corredati da foto e video. Per l'appuntamento di venerdì, oltre all'autore, presenterà il libro il giornalista Gianluigi De Stefano.

sorgente: www.lungotevere.net

MENS INSANA IN CORPORE INSANO
di Davide Sartori
Da Roma a Capo Nord, tra razioni K e deliri cinematografici, sei amici attraversano in furgone l’Europa alla scoperta non solo di paesaggi emozionanti, ma anche diquanto solida può essere l’amicizia. Un viaggio che racconta emozioni, risate, imprevisti e soprattutto il piacere di stare insieme.

Il LIBRO
Ci siamo conosciuti al liceo J. F. Kennedy a Roma. Eravamo compagni di classe. Cominciò tutto con le classiche uscite pomeridiane: un gelato, il cinema e il calcetto. Spesso ci vedevamo il pomeriggio a casa mia. Quando i miei amici dicevano ai genitori che sarebbero venuti da me a studiare la risposta era sempre la stessa: “Ma quale studio, andate da Davide a giocare con la PlayStation”. Anche la prima festa fu a casa mia. In maschera. Eravamo e siamo tutt’ora molto diversi, ma forse è questo a rendere speciale il nostro gruppo. Sapevamo e sappiamo sempre cosa passa per la testa di ognuno di noi. Spesso basta uno sguardo. Questo diario è stato scritto e pensato come un gioco, un passatempo; ora sarà anche un qualcosa capace di rievocare gli straordinari momenti passati insieme. Attimi in cui eravamo estraniati dal mondo reale, attimi in cui perdevamo la cognizione del tempo, istanti in cui eravamo da soli con noi stessi, ma sempre circondati da amici, veri, sinceri, totali.
Ogni volta che rileggo queste pagine e davanti agli occhi scorrono gli eventi, non posso non pensare, anzi, non riesco a dubitare neanche per un istante di una cosa forse banale, ma sacrosanta: se avessi fatto questo con qualcun’altro, non sarebbe stata la stessa cosa.
Non è possibile raccontare le emozioni, si possono solo vivere e, con un pizzico di fortuna, trasmettere. Mi sembra appropriata una frase di Liuti: “Sono passati tanti anni, ho conosciuto tanta gente e fatto molte cose, ma ancora non ho trovato nessuno che mi faccia star bene come voi”.

L'AUTORE Davide Sartori nato a Roma nel 1984.
Aspirante giornalista, ha collaborato con un giornale locale “il Corriere Laziale”, una piccola emittente “Nessuno TV” sempre frequentando la facoltà di Scienze delle Comunicazioni all’università la Sapienza e prestandosi come volontario in diverse redazioni.
Questa è la sua prima esperienza letteraria.



sorgente: iltrovalibri.it

Mentre dai balconi e dalle finestre sventola ancora il tricolore, a pochi giorni dai festeggiamenti per il 150° dell'Unita d'Italia, un libro vuole rendere omaggio al periodo storico appena celebrato con un ottica diversa, ripercorrendo i fatti attraverso documenti istituzionali ma mettendo in evidenza anche i problemi aperti, le questioni irrisolte e quegli avvenimenti, a volte piccoli, a volte rilevanti, che la storiografia ufficiale ha sempre taciuto.
"Cantiere Italia. Dal Re al Presidente" di Mario Pacelli, presentato ieri alla Mondadori di via Ferrari, rappresenta un'occasione di approfondimento per il lettore interessato alla storia italiana, e un'occasione di crescita per la giovane casa editrice romana che lo pubblica, la Graphofeel. Con questo testo si inaugura la collana Formniveau, curata da Antonio Perri e dedicata alla saggistica. Ad introdurre l'incontro con Mario Pacelli, docente di diritto pubblico, a lungo funzionario della Camera dei Deputati e autore di numerosi saggi di storia delle istituzioni, Guido Barlozzetti, autore e conduttore televisivo.
Per ogni percorso che l'autore intraprende nei singoli capitoli, si lascia un punto aperto che rimanda all' oggi, al lavoro da finire e a questa fragile unità da rafforzare e completare. Dall'organizzazione dello Stato alle autorità locali, dall'agricoltura all'industria, dalla tutela della salute alla famiglia e alla scuola, e poi ancora la condizione femminile, il lavoro, le infrastrutture: ogni ambito ripercorso da Pacelli, spiega la storia di ieri gettando luce sull'oggi. "Questi 150 anni hanno costruito la società italiana ma non lo Stato italiano" ha recentemente affermato Emilio Gentile. Un secolo e mezzo fa l'Italia era un Paese arretrato, dedito al lavoro nei campi, con un alto tasso di analfabetismo, senza scuole ed ospedali adeguati, lontanissimo dal diffuso benessere attuale. Dunque la società è cambiata, ( anche se per certi versi verrebbe da chiedersi se in meglio o in peggio) ma quello che ancora manca è lo spirito unitario, l'idea di un solo Paese e di un solo popolo. D'altronde qualcuno non ha volutamente festeggiamento questo 150° vanificando così, forse, gli sforzi di quegli eroi, anche se non tutti lo erano davvero e Pacelli lo sottolinea, che tanto si adoperarono, faticosamente, per raggiungere l'obbiettivo "unitario".
"Chissà se i grandi sconfitti del Risorgimento - si chiede infine l'autore - da Mazzini a Cattaneo, e tutto sommato a Garibaldi, guardando all'Italia di oggi resisterebbero alla tentazione di qualche sorrisetto ironico...". Una cosa è certa, il cantiere è ancora aperto...
Maria Claudia Ferrari Bellisario

sorgente: www.lungotevere.org

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