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L’idea è venuta da Graphofeel, la giovane casa editrice romana che affianca l’attività editoriale a quella di consulenza grafologica. Si tratta di Code di Volpe, un’originale collana che raccoglie alcuni dei maggiori successi della letteratura italiana degli anni Venti e Trenta mai più ripubblicati.

Il panorama letterario successivo alla fine della Prima guerra mondiale si trova a essere molto diverso rispetto alla precedente età giolittiana, a causa dei traumi subiti dalla società. Il fenomeno più vistoso è senza dubbio il rapido declinare delle tendenze innovatrici e rivoluzionarie tipiche del futurismo, fra cui l’esaltazione della violenza e della guerra, mentre gli scrittori assumono un atteggiamento di riserbo e neutralità. Per non destare sospetti nei difensori del regime, gli intellettuali si concentrarono non tanto sui contenuti quanto sulla forma, sulla tecnica e sullo stile.

Un periodo quindi che vale la pena di riscoprire per opere che lasciano al lettore, oltre all’emozione di una bella storia, anche una migliore conoscenza e padronanza della propria lingua. Graphofeel ha scelto quattro testi caduti nell’oblio, da leggere tuttavia con piacere anche a quasi cent’anni dalla pubblicazione.

 

sorgente: www.saltinaria.it


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